Expo 2015, no alle profezie autoavveranti

Oggi il Blog di Beppe Severgnini riporta una segnalazione di @fedesene su #verybello, portale di cui molto -e male, purtroppo – si è scritto. Severgnini aggiunge una frase: “ora che gli sciacalli degli appalti sono fuori dal recinto, l’apertura s’avvicina, i padiglioni prendono forma e Milano si fa bella, dobbiamo decidere come raccontarci al mondo”. Noi di Expowall, che siamo nati nel segno degli #expottimisti, abbiamo voluto rubare due battute a Lauro Venturi, manager, coach, counselor e soprattutto grande amico.

Lauro, Expo è alle porte. Per dirla con Severgnini, tu come racconteresti l’Italia al mondo?

Ormai tutti sappiamo che sotto scadenza gli italiani lavorano meglio. Da noi non esiste la cultura del project management né un concetto solido di parallelismo. Preferiamo il concetto di serie che è pericoloso perché mina l’intero processo. Se possiamo anche con Expo riconfermare che dare il meglio sotto scadenza non è il modo migliore di affrontare un impegno, sfruttiamo la circostanza per rifocalizzarci sul nostro obiettivo.

Quindi basta col benaltrismo?

Dobbiamo spegnere qualsiasi leva critica e zittire ogni ragionamento negativo attorno a Expo 2015. Altrimenti scivoliamo nelle profezie autoavvernati. Alimentiamo orgoglio e ambizione; soffermarci su cosa avremmo potuto fare è ormai inutile. Se stiamo nel qui e ora l’Expo si autoalimenta di positività. Al massimo della sfida il brutto non porta il bello. O il #verybello!

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